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PLUVIOMETRIA: I TRE IMBUTI OROGRAFICI DELLA VAL BISAGNO

19 Settembre 2016   23:18   Gianfranco Saffioti   Territorio Resiliente




Cerchiamo di capire il perché di differenze pluviometriche tanto marcate, anche nell’arco di pochissime centinaia di metri in linea d’aria, tra quartieri e micro-zone poste all’interno della medio-bassa val Bisagno. Per farlo prendiamo in esame quelli che sono i tre principali complessi orografici della vallata, forti di peculiari (e similari) caratteristiche morfologiche.

Cuspide Forte Sperone
- elevazione altimetrica massima: 489 m
- asse geografico: SUD/NORD
- funzione orografica: spartiacque orografico secondario val Bisagno - val Polcevera
- sottobacino idrico: rio San Tommaso

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Cuspide Forte Ratti
- elevazione altimetrica massima: 564 m
- asse geografico: SUD-OVEST/NORD-EST
- funzione orografica: spartiacque secondario val Bisagno - valle Sturla
- sotto-bacino idrico: rio Fereggiano

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Cuspide monte Alpe
- elevazione altimetrica massima: 801 m
- asse geografico: SUD SUD-OVEST/NORD NORD EST
- funzione orografica: spartiacque secondario e principale val Polcevera - val Bisagno - valle Scrivia
- sotto-bacino idrico: torrente Geirato

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In condizioni di tempo instabile/perturbato, a fronte di sinottiche prettamente meridionali, detti 3 sistemi orografici, svolgono una chiara funzione pluvio-amplificatrice, grazie alla più o meno efficace resistenza opposta nei confronti delle masse d'aria in risalita (sollevamento orografico, o effetto “Stau”). A denunciare ciò, in svariate occasioni, sono state le centraline meteo della rete Limet, e non solo. Appare chiaro come ogni "imbuto", risponda in maniera differente rispetto agli altri 2, proporzionalmente alla direttrice e all'intensità delle correnti in questione.

Poniamo l’esempio del classico transito W-E di un fronte atlantico: nella fase pre-frontale, di competenza esclusiva dello Scirocco, le cumulate appaiono grossomodo appaiate, sul genovesato e in val Bisagno, con locali e lievi surplus sui quartieri della cuspide del Forte Sperone (Granarolo, Oregina, Castelletto). Le cose cambiano, e di molto, con l’approssimarsi del ramo freddo, e con il giro di boa delle correnti a Libeccio; è in questo frangente che il baricentro precipitativo si sbilancia verso est ed è in questo frangente che quartieri come Molassana (cuspide monte Alpe), Marassi e Quezzi (cuspide Forte Ratti) “prendono il volo”, giungendo a staccare, anche apprezzabilmente, borgate estremamente vicine, come Staglieno, S.Eusebio e Struppa, poste orograficamente al di fuori dei suddetti imbuti.

Risulta pacifico il fatto che la cuspide del monte Alpe, forte di una struttura più imponente, e soprattutto della funzione di spartiacque principale ligure-padano, tenda ad opporre una resistenza più efficace ai venti meridionali in risalita, soprattutto se particolarmente tesi ed invadenti. La pluviometria media annua di questa zona ne è una conferma.

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di Vittorio Scrivo




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