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AZZECCA L’ALLERTA

5 Febbraio 2016   15:28   Gianfranco Saffioti   Editoriale




Le voci, dalla strada, corrono sul web, più veloci di un temporale, o di una bomba d'acqua, come le chiamano ora.

Polizia municipale che, sin da mercoledì, in via evidentemente ufficiosa, avverte gli ambulanti per una più che probabile allerta che metterebbe a grave rischio la fiera di Sant'Agata di domenica a Genova, e rete che va in subbuglio in attesa di comprendere quale sarà, questa volta, il colore dell'allerta.

Bisogna ammettere che il passaggio perturbato previsto è di quelli tosti, con precipitazioni intense e diffuse e che interesseranno tutta la regione, stante i modelli attuali a 48 ore dall'evento, con le prime avvisaglie che si manifesteranno già nella giornata di domani.

Ma allora l'allerta, questa volta sarà giustificata, si chiederanno e si stanno chiedendo in molti?

Noi continuiamo a pensare che l'attuale sistema di allertamento sia non solo inefficace e incomprensibile ma anche piuttosto pericoloso. Spalma l'allerta su tutto il territorio, manca di interazione con i comuni, è supportato da bollettini accademici e poco utili alle singole amministrazioni per prendere eventuali decisioni preventive, e ai singoli cittadini (oltre 100 mila) che, secondo normativa, dovrebbero, in caso di allerta e di ubicazione in aree a rischio organizzare lo zainetto con pila, radio e panino e chiedere ospitalità al vicino di sopra.

Quindi pioverà, e neppure poco, e verrà diramata l'allerta, ma non sappiamo quale.

Cerchiamo allora di capire insieme quale allerta potrebbe essere emanata, andando ad analizzare i vari gradi di colore che caratterizzano il nuovo sistema:

ALLERTA GIALLA

Scenario di evento: Idrogeologico/idraulico per piogge diffuse

Si possono verificare effetti al suolo localizzati di:

  • erosione, frane superficiali e colate rapide di detriti o di fango in bacini di dimensioni limitate;
  • ruscellamenti superficiali con possibili fenomeni di trasporto di materiale;
  • innalzamento dei livelli idrometrici dei corsi d'acqua drenanti bacini Piccoli e Medi, con inondazioni delle aree limitrofe, anche per effetto di criticità locali (tombature, restringimenti, occlusioni delle luci dei ponti, ecc.);
  • scorrimento superficiale delle acque nelle strade e possibili fenomeni di rigurgito dei sistemi di smaltimento delle acque piovane con tracimazione e coinvolgimento delle aree urbane depresse.
  • caduta massi.

Idrogeologico per temporali

Lo scenario è caratterizzato da elevata incertezza previsionale.
Si può verificare quanto previsto per lo scenario idrogeologico, ma con fenomeni caratterizzati da una maggiore intensità puntuale e rapidità di evoluzione, in conseguenza di temporali forti. Si possono verificare ulteriori effetti dovuti a possibili fulminazioni, grandinate, forti raffiche di vento.

Effetti e danni

Occasionale pericolo per la sicurezza delle persone con possibile perdita di vite umane per cause incidentali.

Effetti localizzati:

  • allagamenti di locali interrati e di quelli posti a pian terreno lungo vie potenzialmente interessate da deflussi idrici;
  • danni a infrastrutture, edifici e attività agricole, cantieri, insediamenti civili e industriali interessati da frane, colate rapide o dallo scorrimento superficiale delle acque;
  • temporanee interruzioni della rete stradale e/o ferroviaria in prossimità di impluvi, canali, zone depresse (sottopassi, tunnel, avvallamenti stradali, ecc.) e a valle di porzioni di versante interessate da fenomeni franosi;
  • limitati danni alle opere idrauliche e di difesa delle sponde, alle attività agricole, ai cantieri, agli insediamenti civili e industriali in alveo.

Ulteriori effetti in caso di caso di fenomeni temporaleschi

  • danni alle coperture e alle strutture provvisorie con trasporto di materiali a causa di forti raffiche di vento;
  • rottura di rami, caduta di alberi e abbattimento di pali, segnaletica e impalcature con conseguenti effetti sulla viabilità e sulle reti aeree di comunicazione di distribuzione di servizi (in particolare telefonia, elettricità);
  • danni alle colture agricole, alle coperture di edifici e agli automezzi a causa di grandinate;
  • innesco di incendi e lesioni da fulminazione.

 

Noi, anche facendo leva su tutto lo spirito collaborativo e di senso civico che Ci contraddistingue, ci fermeremmo qui, alla gialla, perché questa, secondo noi, basta e avanza per comprendere come, anche il livello più basso di allerta, quello per cui i vigili vanno per le strade con gli altoparlanti ad avvertire la popolazione che invece percepisce  il livello di rischio (il più basso e spesso associato al transito di perturbazione ridicole, ben 5 volte in 20 giorni) praticamente nullo, comprenda un ventaglio di possibili scenari meteorologici e di effetti al suolo che potrebbe includere praticamente tutte le alluvioni subite negli ultimi 5 anni.

Vi risparmio, dunque, le normative che regolano l'allerta arancione o addirittura quella rossa, che, per assurdo, non comprende la situazione più pericolosa per la nostra regione, il temporale autorigenerante, ma solo un grave rischio per piogge diffuse.

Non riusciamo a fare una previsione certa e puntuale su dove pioverà e quanta ne cadrà il giorno dopo, ma vogliamo imbavagliare le allerte in base a quanta acqua esonderà dai torrenti o a quali torrenti potranno straripare, se quelli piccoli, quelli medi o quelli grandi, lasciando, come al solito e come sempre le singole amministrazioni in balia degli eventi e dei loro piani comunali sostanzialmente inutili e inefficaci, a meno che, in caso di allerta spalmata su tutta la regione, ed essendo ogni singolo comune attraversato almeno da un più o meno piccolo ruscello/rio/torrente, non blindi la sua città o paesello e dichiari il coprifuoco.

Insomma, come scrivevamo il 9 novembre del 2011: "Il solo fare la previsione rappresenta un totale fallimento, se poi non si segue l'evento nel momento cruciale affianco a chi opera, chi sa leggere carte e strumenti e deve indicare alle forze in campo dove intervenire e dove spostare gli uomini. Abbiamo la grave sensazione che i vari comparti messi in moto dalle pubbliche amministrazioni continuino a lavorare in camere stagne senza alcun collegamento tra di loro (alla faccia dei tavoli d’emergenza che ci propinano in televisione) e su fenomeni rapidi e localizzati come questi occorre comunicazioni lampo e direttamente sul campo in grado di prendere decisioni all’occorrenza radicali e a volte o spesso impopolari. 

E a poco serve cambiare la scala di gradazione delle allerte, perché non è il grado dell’allerta che procura il potenziale danno ma è la vera entità dell’evento e la nostra capacità di monitorarlo in tempo reale e suggerire in tempi strettissimi tutte le misure di messa in sicurezza di cose e persone che cambiano la storia dell’evento stesso, anche perché una previsione può essere anche sbagliata e di conseguenza anche il grado di allerta può risultare non idoneo. Ma occorre rivedere subito, immediatamente, le procedure di emergenza durante le allerta meteo."

Meno male che ci sono loro, quelli delle condivisioni, quelli che per dovere morale, senso civico e un altruismo senza precedenti, si preoccupano di diffondere a mezzo web le allerte emesse dalla protezione civile, così che tutti i 100 mila cittadini che normalmente sono interessati da questo evento possano preparare lo zaino e chiedere asilo politico alla vicina del piano di sopra.

Scusate ma a noi il sistema non piace, e da cittadini lo critichiamo, lo combattiamo e, spesso, tristemente, lo sostituiamo.

 

 

 

 




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