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IL CLIMA CAMBIA? COME SEMPRE, MA QUESTA È SOLO… PRIMAVERA!

Non è raro il fatto che la primavera, talvolta anche nel suo stadio più avanzato, voglia mostrare il suo aspetto più capriccioso ed instabile.
Questo avviene soprattutto quando il vortice polare, ovvero la grande depressione che è presente alle alte latitudini specialmente durante il trimestre invernale, si mantiene forte e attiva per buona parte della stagione primaverile e tende a perdere la propria energia solo tardivamente rendendo possibile la migrazione verso le medie latitudini di masse di aria fredda.
Infatti, come ogni vortice, anche la depressione polare tende a trattenere le masse d’aria verso il proprio centro (o minimo) fino a quando, indebolendosi, non è costretta ad abbandonare qualche “pezzo per strada”.
Se poi a questo si accompagna contestualmente una precedente fase relativamente mite ma non troppo votata verso il periodo estivo, allora le possibilità che il Mediterraneo possa divenire bersaglio di irruzioni di aria fredda e di tempo instabile aumentano.
Osservando, infatti, un indice estivo ormai piuttosto noto: l’ITCZ che disegna la latitudine alla quale gli alisei confluiscono dai due emisferi, possiamo oggi notare che tale punto di incontro resta molto basso sui nostri meridiani a causa della scarsa collaborazione del monsone meridionale africano che si mantiene tutt’ora assai debole.

ITCZ che parte molto basso.
ITCZ che parte molto basso.

Di conseguenza anche la fasce tropicali, ovvero i promontori stagionali che tendono a proteggere il Mediterraneo soprattutto durante il periodo estivo, restano nel cuore del continente africano e al di sopra delle stesse scorre ancora vivace il flusso occidentale della corrente a getto subtropicale.
Ecco perché dovremo fare presumibilmente i conti con un periodo dai connotati più assimilabili alla prima fase primaverile piuttosto che maggiormente consono al mese entrante di maggio.
Molti quindi andranno ancora in giro almeno per una settimana con maglioni e giubbetti guardando magari le web cam delle nostre Alpi innevate come mai è stato durante l’inverno e si porranno delle domande sul riscaldamento globale, dimenticandosi in modo del tutto naturale del caldo sofferto ieri e di quello che dovranno sopportare domani.

Nulla di grave, il global warming continua, sia che a casa nostra ora faccia freddo o caldo, in quanto tempo e clima sono aspetti limitrofi, ma da tener ben distinti, giusto da non fare troppo il gioco di chi su questi temi, o per malizia o per ignoranza, ci specula senza grossi problemi.