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Non hanno nemmeno la dignità della vergogna!

11 Ottobre 2014   11:28   Gianfranco Saffioti   Editoriale




Sindaco, Arpal, Protezione Civile e ora anche Gabrielli, dovevano solo chiedere scusa, rimboccarsi le maniche e andare a lavorare e se necessario spalare quel fango e pulire quel sangue di cui si sono resi responsabili!

Sono esausto, e non è ancora finita, perché le condizioni meteo restano potenzialmente esplosive e i prossimi giorni si rischia di continuare a non dormire.
E mi vergogno, mi vergogno io per loro e per la mia città, mi vergogno di questa gente, di queste persone che continuano a mantenere in piedi un sistema antiquato che non ha mai funzionato. Non funziona quando c'è l'allerta, men che meno se addirittura viene ignorato un evento calamitoso che flagella la nostra terra per ore e ore.

Sono esausto e provato, perché da appassionato e con il senso civico che mi contraddistingue non ho dormito per due notti consecutive, e mi sento colpevole perché nonostante tutto, forse, avrei potuto fare di più, avvertire più persone, anche quelli che mi conoscono solo di vista e magari mi hanno anche pensato.

Sono esausto perché stamattina alle 6 mentre attraversavo mezza Valbisagno per andare a controllare l’azienda in cui lavoro ero al telefono con i “ragazzi” di Limet che erano a Nervi ad inseguire il temporale che aveva flagellato Genova nella notte sfiorando una nuova tragedia e stava imperversando nel Tigullio e in Valfontanabuona…

Sono esausto perché non posso più ascoltare certe cazzate, una leggerezza disarmante con i quali questi soloni vanno in televisione e invece che chiedere semplicemente scusa e andare a lavorare a gambe levate fanno spallucce e rigettano tutto su un cazzo di modello matematico che secondo loro non ha funzionato.

Sono esausto perché non dormo da due giorni, per seguire l'evento, per rispondere al telefono, per leggere le centinaia e centinaia di messaggi che mi stanno abbrustolendo cellulare e cervello, interviste, interventi, la messa in sicurezza della struttura in cui lavoro, una notte a togliere acqua dalla casa del vicino...

Sono esausto perché mi basta guardare il filmato del Fereggiano che esonda, ascoltare la voce terrorizzata di quelle donne che riprendevano l'ennesima tragedia e piango, piango come un bambino impaurito e mi sento inerme, esattamente come quelle due donne che piangono davanti alla furia di quel torrente.

Sono esausto perché forse non si è ancora capito che poteva essere una mattanza, e solo il caso ha voluto che la tragedia si materializzasse a tarda sera.

Sono esausto perché sento parlare di colori invece che di strutture e procedure inadeguate.

Sono esausto perché sento Burlando, Doria, Trovatore e Gabrielli arrampicarsi sugli specchi, ma in fondo loro dormivano a quell’ora, qualcuno era a teatro mentre noi appassionati eravamo sul pezzo, per la strada ad osservare il temporale, a controllare il vento, a odorare l’aria!

Sono esausto perché vorrei godere della mia passione, quella per la meteorologia, e invece sono costretto a fare il presidente di un’associazione di volontariato per aiutare la propria comunità a gestire i momenti di criticità.

Sono esausto perché a Genova quando piove forte si continua a morire con l’aggravante che i meteorologi ufficiali, quelli che si sono riuniti qualche giorno fa a Bologna per creare la “casta”, hanno miseramente fallito giustificando il loro misero, inequivocabile e inaccettabile fallimento dietro la lettura di una mappa!

Sono esausto di ascoltare laureati in fisica dell’atmosfera che pretendono di avere il monopolio di una scienza che, proprio per sua natura rappresenta la massima esaltazione e la massima espressione della professione di strada…

Sono esausto perchè diciamo le stesse cose da anni e da altrettanti anni veniamo sbeffeggiati e inascoltati come fossimo il male della meteorologia…

Sono esausto perché non hanno ancora capito che la prevenzione e la gestione del rischio si fa con la gente, con i cittadini, con gli appassionati, con gli strumenti ma anche e soprattutto per la strada…

Sono esausto di pensare che una banda di “mocciosi” appassionati debba e possa fare meglio di una struttura ufficiale che costa centinaia di milioni di euro all’anno dove si permettono di dormire mentre un’intera provincia affonda…

Sono esausto di credere che non ci sia il coraggio di cambiare, di estirpare il vero male della meteorologia e creare un nuovo modo di fare previsione, prevenzione e comunicazione…
Sono esausto perché ho chiesto un confronto pubblico che accetteranno mai, perché sanno che il loro tempo è scaduto...

Sono esausto perché dopo gli eventi del 2010 e del 2011 avevamo indicato la strada ma ci hanno trattato come fossimo mentecatti, mentre i veri mentecatti si sono rivelati loro…
Sono esausto perché il 14 aprile di quest’anno, in tempo di pace, avevo già previsto tutto…

…andate a leggerlo… io ora sono veramente esausto!




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