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PRIMAVERA 2018: DALL’ATLANTICO ALL’EST?

12 aprile 2018   7:49   Vittorio Scrivo   Focus


Immagine di repertorio.


Non muta la situazione sul nord-Italia e sulla Liguria, ancora alle prese con condizioni di tempo spiccatamente instabile, se non perturbato, a causa del susseguirsi, uno dopo l'altro, di sistemi depressionari più o meno intensi, sospinti da un instancabile flusso di correnti atlantiche. Probabile cambio di registro dalla prossima settimana.

Impulsi perturbati a ripetizione sulla scena italica, a causa dell'assenza di un'ingombrante figura altopressoria sul vicino atlantico, in grado di deviare i flussi oltralpe; situazione questa a cui, ormai, ci eravamo assuefatti negli ultimi anni, ma che poco aveva a che vedere con la Primavera di un tempo, fatta di una sana dinamicità atmosferica, dell'alternanza tra fasi miti e stabili ed altre più fresche ed instabili. Tutti elementi che, quest'anno, non sembrano certo mancare e che denotano un lento, ma inequivocabile progresso verso la stagione estiva.

Ed è nel segno della sopraccitata dinamicità che si inseriscono le giornate grigie e piovose che andiamo vivendo in terra ligure; da menzionare anche il ritorno della neve fino a quote piuttosto basse nel nostro entroterra (localmente fin sotto i 1200/1300 metri di quota sui settori più occidentali), complice l'affluenza di aria moderatamente fredda per il periodo, di estrazione polare-marittima.

Una situazione destinata a perdurare anche nelle ore che verranno, quando, anzi, la fenomenologia tenderà ad inasprirsi nuovamente a partire da ponente, per l'arrivo dell'ennesimo fronte perturbato.
La vivace ventilazione sud-orientale di questi istanti lascerà il posto a tesi flussi di Libeccio nel pomeriggio; contestualmente assisteremo ad un netto deterioramento delle condizioni del mare, che diverranno proibitive ovunque, specie al largo, ove sono attesi picchi d'onda fino a 5 metri.

Un generale stemperamento dei fenomeni interverrà nella giornata di domani, venerdì 13, pur sempre in un contesto fortemente votato all'instabilità, specie nelle zone interne. Vedremo se nel fine settimana, il graduale colmamento barico sull'ovest europeo sarà tale da recare una tregua quantomeno apprezzabile sui nostri lidi.

Fine settimana che, stando alle proiezioni probabilistiche dei principali Global Models, anticiperà un vero e proprio switch del pattern circolatorio a livello sinottico-europeo, con il consolidamento di una possente figura di alta pressione dapprima in sede iberica, a seguire, complice una ritrovata vorticità in aperto Atlantico, sull'Europa centro-settentrionale, inducendo il ritorno di gran carriera di una cicolazione secca-orientale verso il Mediterraneo e l'Italia.

Qualora tale tendenza giungesse davvero a realizzazione, la stagione primaverile si sfilerebbe la maschera grigia e piovosa mostrata fino ad ora per indossarne un'altra, assai diversa, che, da una parte, non mancherebbe di strizzare l'occhio agli amanti della prima tintarella, dall'altra farebbe da sfondo ai primi, veri episodi di instabilità termo-convettiva tipici delle località alpino-appenniniche durante le ore centrali della giornata. Ci ritorneremo.




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