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RESILIENZA URBANA E PIANIFICAZIONE DEGLI INTERVENTI SUL TERRITORIO: RIFLESSIONI SUI RAPPORTI TRA CITTÀ SOTTERRANEA E CITTÀ IN SUPERFICIE IN OTTICA DI RESILIENZA URBANA*   (Parte II)

9 aprile 2018   13:08   Le Vie dell'Acqua   Territorio Resiliente




 

Verso un'urbanistica del sottosuolo: il caso di Helsinki.

Un approccio nuovo al sottosuolo ed in particolare alle infrastrutture ivi presenti in ottica di resilienza urbana, come quello sopra ipotizzato, presuppone forme innovative di pianificazione urbana ed un adeguato supporto normativo: per questo rivolgeremo brevemente la nostra attenzione ad un caso assolutamente unico e pilota di pianificazione del sottosuolo: il Helsinki Underground Master Plan (UMP) di recentissima approvazione definitiva.

Progettato in parallelo con il Masterplan della capitale finlandese a cavallo del 2000, in una fase urbanistica cruciale per la città che doveva decidere la direzione del suo sviluppo socio-economico in presenza di ampie aree ex-portuali da riconvertire e di conseguenza di un esteso waterfront da riqualificare, ma anche davanti a problemi cronici di densità edilizia tipici del centro urbano, l'UMP nasceva come strumento di pianificazione che, in presenza di un substrato roccioso particolarmente favorevole, doveva liberare gli spazi in superficie per aree verdi e spazi pubblici concentrando in ipogeo  le nuove infrastrutture viarie, quelle per la produzione di energia, reti e servizi pubblici: parliamo di 9,5 milioni di metri cubi di spazi in sottosuolo tra parcheggi, aree per lo sport, depositi, metrò. Complessivamente oltre 400 strutture sotterranee, 220 km di tunnel tecnici, 24 km di reti per acque reflue e oltre 64 km di gallerie multi servizi (tele riscaldamento e tele raffreddamento, reti elettriche, sistema idrico, tlc, ecc.): praticamente ogni 100 mq in superficie è previsto 1 mq di spazio utile in sottosuolo!

La realizzazione di infrastrutture e servizi, strutture e reti che non richiedono necessariamente una localizzazione in superficie, data la grande densità abitativa, permette di recuperare spazi disponibili in città contribuendo alla sostenibilità ambientale e alla tutela dello straordinario paesaggio finlandese senza tuttavia compromettere lo sviluppo urbano: l‘obbiettivo è quello di preparare il futuro della città pianificando un utilizzo diversificato e intelligente delle attività sotterranee in coerenza con lo sviluppo urbanistico in soprassuolo.

 

La città "diversamente verticale".

Il caso di Helsinki, sebbene riferito ad una realtà geografica e urbanistica del tutto differente dalla nostra tipicamente mediterranea, è tuttavia fondamentale anzitutto per la sua unicità ma anche per tracciare un nuovo approccio alla pianificazione, davvero sostenibile e resiliente: si tratta di re-immaginare una città “altrimenti verticale” che riutilizzi i manufatti esistenti, mettendoli a sistema con una nuova visione urbana e una governance del territorio capaci di una forte interconnessione tra la pianificazione tradizionale e quella (auspicabile) del sottosuolo, studiando nuovi strumenti di pianificazione urbanistica, normative e regolamenti adeguati e incentivi per il miglioramento della resilienza urbana.

Per fare questo salto di qualità è necessario anzitutto un censimento delle strutture ipogee, artificiali e non, attuando forme di monitoraggio del sottosuolo urbano in base alle diverse condizioni geologiche e di uso.

Serve quindi una integrazione e razionalizzazione dei servizi sotterranei con il sistema urbano e la raccolta, gestione e archiviazione "intelligente" di tutti i dati per una loro condivisione real time.

È necessario infine stimolare progetti pilota per il riutilizzo intelligente delle strutture sotterranee esistenti e un approccio rinnovato e maggiormente interdisciplinare alla pianificazione dello sviluppo urbano per arrivare ad una disciplina dell’uso del sottosuolo come parte integrante del sistema-città favorendone un utilizzo in ottica di sostenibilità e resilienza urbana.

L' associazione Le Vie dell'Acqua si pone come parte attiva di questo processo e, per questo motivo, ha ricercato ed ottenuto la collaborazione di Centro Studi Sotterranei (con cui ha siglato un fattivo protocollo di partenariato) che da oltre trent’anni studia ed indaga il sottosuolo urbano di Genova (ma non solo) attuandone una sorta di mappatura degli ipogei indagati attraverso il censimento di centinaia di cavità artificiali esplorate e documentate.

 

Le Vie dell'Acqua ha inoltre di recente contribuito alla stesura del  nuovo Regolamento Edilizio del Comune di Cogoleto tra i primissimi a dotarsi di norme per la riduzione del consumo e dell’impermeabilizzazione dei suoli a prescindere dallo strumento urbanistico generale e di indirizzi e orientamenti di progettazione – best practices – volte al miglioramento della resilienza urbana, tra le quali: soluzioni per migliorare il drenaggio urbano, l'impiego del verde pensile, la manutenzione e consolidamento delle aree rurali, la gestione delle acque meteoriche in ottica resiliente e modalità costruttive per il flood-proofing.

Terminiamo questo nostro contributo con l'auspicio che questa riflessione suggestiva tra "città sotterranea e città in superficie" sia, per tutti gli scenari che apre e per il forte carattere di interdisciplinarietà che la caratterizza, di stimolo per un'altra riflessione, ancora più ampia, sul tema della sostenibilità, della vivibilità e della resilienza, a noi tutti particolarmente caro.

*Il presente articolo è basato su diversi interventi svolti da Le Vie dell'Acqua nell' ambito di altrettanti convegni sul tema della resilienza urbana, in particolare durante una sezione tematica della "Smartweek 2017" svoltasi a Genova nel mese di novembre.

Alcuni spunti e contenuti sono stati presi dall’articolo “Nuovi orizzonti delle Smart City: la città sotterranea” di R. Papa e R. Niglio apparso sul n.40 della rivista “TRASPORTI & CULTURA”. Maggiori informazioni e materiali sul Masterplan del sottosuolo di Helsinki si possono trovare sul sito istituzionale della città finlandese.




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