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RESILIENZA URBANA E PIANIFICAZIONE DEGLI INTERVENTI SUL TERRITORIO

26 Marzo 2018   9:35   Le Vie dell'Acqua   Territorio Resiliente




RIFLESSIONI SUI RAPPORTI TRA CITTÀ SOTTERRANEA E CITTÀ IN SUPERFICIE IN OTTICA DI RESILIENZA URBANA.

 

Abbiamo già introdotto nello scorso articolo il concetto di resilienza.

Nelle città in cui viviamo possiamo definire "resilienza urbana" la capacità di un sistema di produrre nuove idee, soluzioni e strategie di pianificazione volte a migliorare e a favorire la rigenerazione urbana.

Oggi vogliamo riflettere sulla "città sotterranea" e di come questa può completare quella in superficie influendo positivamente sulla rigenerazione urbana migliorando la vivibilità, la sostenibilità e la resilienza.

La resilienza è infatti insieme alla sostenibilita’ e alla vivibilita’ uno dei tre principali valori per la rigenerazione urbana (vd Pelizzaro-Mezzi: “Città Resilienti” ed. "Altreconomie") la quale si traduce nel recupero, riqualificazione e riuso del patrimonio costruito compreso quello che si trova nel sottosuolo.

Esiste infatti una "città sotterranea“ che contiene strutture antropiche, spesso abbandonate o perse, realizzate nel corso della storia per vari scopi, militare, difensivo o per lo stoccaggio dell'acqua.

La loro vita sembra finita, il loro compito esaurito ma in realtà non è così: l' esigenza e necessita’ di far fronte a nuovi scenari ne richiede la loro riconversione in un ottica 100% resiliente.

 

Ad esempio, la frequenza di precipitazioni intense seguite da prolungati periodi di siccità e scarsità d'acqua sono un problema tipico delle realtà urbane dove viviamo pertanto, riscoprire e rivalutare i volumi di immagazzinamento sotterranei esistenti per assegnarli allo stoccaggio delle acque piovane raccolte dalle superfici urbane promuovendone un impiego per vari usi non potabili al fine di risparmiare risorse idriche, potrebbe rappresentare un obbiettivo fondamentale e una "buona pratica" per migliorare la resilienza delle nostre citta’.

 

Usare l’ acqua piovana potrebbe contribuire a ridurre lo spreco di acqua potabile per l'irrigazione delle aree verdi (pubbliche e private), per la pulizia delle strade, per l'utilizzo antincendio e quello non potabile all' interno delle nostre abitazioni. Ma servirebbe anche a mitigare lo sfruttamento delle fonti di approvvigionamento in presenza di una crescente domanda di acqua potabile, Roma ne è stato l'esempio mediaticamente più eclatante la scorsa estate, in presenza di prolungati periodi di scarsità idrica.

Infine, se ci pensiamo bene, l' acqua piovana è una risorsa "gratuita", immediatamente disponibile e sfruttabile in loco e non richiede infrastrutture onerose per il suo trasporto.

 

Stoccarla, come e quando?

Risulta fondamentale, data l' intermittenza e casualita' dei fenomeni piovosi privilegiare soluzioni per il monitoraggio, la raccolta e lo stoccaggio delle acque, sulla base della variabilità prevista degli eventi di pioggia, nonché dell' entità e della distribuzione temporale della domanda, cercando la configurazione ideale capace di ottimizzare i volumi di detenzione idrica per soddisfare la domanda di acqua non potabile.

I volumi di stoccaggio (le cisterne storiche ad esempio) dovrebbero essere parte di un sistema integrato per la gestione delle acque piovane a livello urbano basato su un monitoraggio “real-time” delle piogge capace di ottimizzare la ripartizione dell'acqua anche in presenza di volumi di detenzione multipli.

L’ acqua, una volta stoccata, potrebbe quindi essere impiegata per usi pubblici come la pulizia delle strade e l' irrigazione del verde pubblico nei momenti di scarsità, portando alla municipalità -ovvero ai cittadini- benefici in termini di risparmio in prospettiva anche del sempre più crescente costo della "risorsa acqua“.

Va da se che l' utilizzo di sistemi già disponibili di monitoraggio degli eventi di pioggia sempre più performanti e sofisticati unitamente all' efficienza della gestione dei volumi di acqua dovranno fornire in tempo reale informazioni quantitative per dimostrare gli effettivi vantaggi del sistema.

Un approccio nuovo al sottosuolo e in particolare alle infrastrutture ivi presenti in ottica di resilienza urbana, come quello sopra ipotizzato, presuppone forme innovative di pianificazione urbanistica e un adeguato supporto normativo, temi questi che tratteremo nella seconda parte di questo articolo di prossima pubblicazione.

(fine Parte I)

P.S. Il presente articolo e' basato su diversi interventi svolti da Le Vie dell' Acqua nell' ambito di altrettanti convegni sul tema della resilienza urbana, in particolare durante una sezione tematica della "Smartweek 2017" svoltasi a Genova nel mese di novembre.

Alcuni spunti e contenuti sono stati presi dall’ articolo “Nuovi orizzonti delle Smart City: la città sotterranea” di R. Papa e R. Niglio apparso sul n.40 della rivista “TRASPORTI & CULTURA”. Maggiori informazioni e materiali sul Masterplan del sottosuolo di Helsinki si possono trovare sul sito istituzionale della città finlandese.

 




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