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Sempre più sul “chi vive”. Ma perché?

14 Settembre 2015   22:44   Matteo Sacchetti   Focus


La carta della tremenda alluvione del 4 novembre 2011


La stanchezza psicologica di chi ogni autunno teme di dover fare i conti ancora una volta con eventi gravi, calamitosi è ormai evidente.

Vediamo sempre più spesso persone che scavano nel fango sperando invano di ricevere dalle istituzioni quella mano che non viene certo dal cielo.

Situazioni che erano eccezionali o comunque a lunga frequenza sembrano attenderci minacciose ormai quasi ad ogni cambio di stagione, quando l'estate lascia il passo all'autunno.

E' evidente: il clima è cambiato. Possiamo aggiungere a ciò l'incuria dell'uomo, il mancato rispetto per i naturali assetti idrogeologici ma una cosa è certa: il clima è cambiato.

Colpa dell'uomo? forse in parte, colpa del riscaldamento globale? Direi certamente.

Il fatto di dover imparare forse a lungo a convivere con dinamiche circolatorie molto diverse solo rispetto quelle di 20, 30 anni fa ci impone di acquisire una cultura diversa e l'attenzione sulle tematiche che riguardano il clima non può più limitarsi alle news degli strilloni giornalistici e deve arricchirsi di sempre maggiore consapevolezza.

Perché allora il clima è cambiato?

La risposta pare all'apparenza semplice anzi banale anche se in realtà nasconde meccanismi molto complessi: l'artico e le regioni che si affacciano all'estremo nord si sono scaldati troppo negli ultimi 15 anni facendo bene intendere che da allora la circolazione generale dell'atmosfera si sta muovendo sempre di più attraverso scambi meridiani.

Gli scambi di masse d'aria per meridiani sono quelli che presentano la caratteristica non solo di attuarsi attraverso moti diretti tropici/polo (quindi da nord a sud e da sud a nord) ma anche per questo di mettere in contatto ravvicinato situazioni sempre più estreme e quindi in grado di sprigionare una grande quantità di energia.

Questa situazione che ormai è andata sempre più consolidandosi soprattutto nelle stagioni estive ed autunnali è proprio all'opposto rispetto quella che era normale si verificasse anni addietro quando invece le masse d'aria provenivano generalmente da ovest in direzione est e decretavano un cambiamento progressivo delle stagioni.

Sentire alla radio o leggere le previsioni del tempo e i vari aggiornamenti da fonti affidabili e qualificate non è più un appuntamento da riservarsi in prossimità dei fine settimana o delle vacanze o magari di un viaggio, ma un preciso senso di responsabilità e consapevolezza che ormai dobbiamo a noi stessi e alla nostra vita quotidiana.

Quel che è stato magari non sarà più così per poco o molto tempo... non lo sappiamo.




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