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Vortice polare compatto, la primavera parte in sordina

6 Marzo 2021   17:20   Jacopo Zannoni   Focus




Dinamicità primaverile cercasi

Terminato 6 giorni fa l'inverno meteorologico, la primavera si è presentata sin da subito anticiclonica e mite sull'Italia, continuando sulla stessa falsariga della terza decade di febbraio, se si eccettua la breve parentesi più fresca che ci accompagnerà nei prossimi 2-3 giorni.

La causa di tutto ciò è dovuta al forte approfondimento del vortice polare, che tende a relegare i passaggi perturbati a nord delle Alpi e a non permettere l'afflusso di correnti più fredde che, durante il mese di marzo, possono ancora interessare il Mediterraneo.

Estensione verso est dell'alta pressione delle Azzorre a causa di un rinforzo delle correnti occidentali. flusso perturbato che scorre a latitudini più elevate

La primavera dovrebbe essere sinonimo di dinamicità, con continuo alternarsi di piogge e tempo fresco a giornate miti e soleggiate.  Fino in terza decade del mese tutto questo non si vedrà. Il tempo risulterà quindi sempre soleggiato e caldo?

Con la situazione che dipingono i principali modelli matematici neanche questo scenario è contemplato nel ventaglio delle ipotesi. Il flusso perturbato, scorrendo sul centro Europa, richiamerà comunque aria umida dai quadranti sud occidentali rendendo il tempo spesso uggioso. L'anticiclone delle Azzorre rimarrà arroccato alla penisola iberica e con le sue ondulazioni potrà determinare brevi episodi favonici in grado di spazzare temporaneamente via la cappa di nubi basse.

Flusso umido che determina tempo uggioso sul nord Italia.

Nessun deficit idrico ma una primavera secca comporta dei rischi

La Liguria e molte altre regioni hanno sperimentato un inverno molto piovoso e di conseguenza non necessitano, per il momento, di piogge per rimpinguare le falde acquifere. Una primavera avara di pioggia però nasconderebbe grosse insidie, infatti, eventuali deficit idrici risulterebbero difficili da colmare successivamente durante i mesi estivi.

La primavera continuerà quindi con il freno a mano tirato, almeno sino in terza decade, con una situazione sinottica statica e quindi poco propensa alla dinamicità. Un'eventuale sblocco della situazione si potrebbe avere durante l'ultima parte del mese, con l'arrivo di correnti più fresche di matrice artica ma vista la distanza temporale occorrerà seguire i prossimi aggiornamenti.




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