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TRA TEMPORALI INVERNALI E GRAUPEL: IL SAN VALENTINO CHE SORPRESE MILANO

Nell’immagine il nucleo di -32 a 500 hpa sopra la verticale di Milano (Meteociel 500 hPa)

Una situazione inusuale
Quando parliamo della stagione invernale nelle regioni settentrionali, solitamente ci vengono in mente freddo, umidità, inversioni termiche o giornate di pioggia e neve costanti; difficilmente, invece, pensiamo a lampi e tuoni, che al Nord Italia sono più tipici della stagione convettiva.

Per questo oggi voglio raccontarvi un episodio particolare che ha colpito proprio il centro di Milano e il suo hinterland nel giorno di San Valentino dello scorso anno.

Levento
Il 14 febbraio 2025 il centro città è stato interessato, nel giro di poche ore, da una sequenza di fenomeni notevole: si è passati dal favonio alla bora nel corso della mattinata, fino allo sviluppo di diversi temporali con graupel (neve tonda) tra mezzogiorno e il primo pomeriggio.

Il tutto accompagnato da un calo termico di circa 10 °C su gran parte della Lombardia nord-occidentale.

Il primo forte temporale che ha colpito Milano dopo mezzogiorno ha prodotto, verso la fine dell’evento, anche fenomeni puramente nevosi nella parte meridionale della città. Il secondo, invece, si è “limitato” (si fa per dire) a generare una squall line temporalesca di graupel estesa da Milano Sud-Ovest fino a Lecco intensificandosi progressivamente nel suo movimento verso sud.

Seppur possibili, si tratta di fenomeni relativamente rari per il periodo tardo invernale, soprattutto sulla Pianura Padana. In quella giornata, però, la natura ha “incastrato” perfettamente una serie di fattori favorevoli, che andremo ad analizzare.

Cos’è il graupel?
Il graupel (o neve tonda) è una precipitazione solida composta da piccole palline di ghiaccio bianche e opache. Si forma quando un fiocco di neve, durante la caduta, attraversa uno strato contenente goccioline d’acqua sopraffuse (liquide ma a temperatura inferiore a 0 °C).

Queste goccioline congelano istantaneamente sulla superficie del fiocco, arrotondandolo e dando origine a una struttura friabile. Si tratta quindi di una precipitazione intermedia tra neve e grandine, anche se dal punto di vista fisico è più simile alla neve. Quando raggiunge il suolo può rimbalzare leggermente, ma tende a sbriciolarsi facilmente.

Il graupel si forma in situazioni di forte instabilità tra inverno e inizio primavera (indicativamente fino a metà aprile al Nord Italia), in presenza di aria fredda e secca in quota, come nel caso descritto. Può inoltre cadere anche con temperature positive al suolo (fino a circa 5–7 °C), contribuendo al trasporto di aria più fredda verso i bassi strati


Convergenza bora favonio su Milano al suolo e a media quota (Meteociel vento medio 850 hPa)

Contesto sinottico e cause

Un promontorio anticiclonico disteso fino alla Groenlandia ha favorito la discesa di aria artico-marittima da nord-est sull’Europa centro-orientale, portando alla formazione di una goccia fredda distaccatasi dal flusso principale della saccatura. Questa si è poi diretta verso il Nord Italia con moto retrogrado, con un’isoterma a 500 hPa di circa -32 °C che ha raggiunto proprio la Lombardia occidentale.

Nella notte tra il 13 e il 14 febbraio, l’avvicinarsi della goccia fredda ha richiamato due ventilazioni contrapposte sull’Italia settentrionale: la bora, proveniente dai Balcani, e il favonio, con direttrice nord-sud ben strutturata tra Lombardia e Piemonte, ulteriormente amplificato dall’effetto Venturi alpino.

Con il passare delle ore, la bora ha progressivamente guadagnato terreno verso ovest, andando a sostituire completamente il favonio fino al milanese orientale. Questo ha comportato un aumento dell’umidità, dell’instabilità e una variazione del vento molto repentina. Sulla verticale di Milano si è così instaurata una marcata convergenza sinottica, sia al suolo che a 850 hPa. Tutto questo, in concomitanza con un moderato wind shear, dew point inizialmente bassi (eredità del favonio mattutino), aria molto fredda in quota e altri fattori locali, ha favorito lo sviluppo di fenomeni convettivi decisamente inusuali per la stagione, con nubi molto sviluppate verticalmente proprio sulla Lombardia occidentale. In una prima fase, grazie all’aria particolarmente secca al suolo (pur non fredda, parliamo sempre di 12 °C prima delle precipitazioni), si sono sviluppati due temporali principali: uno multicellulare su Milano città e un secondo organizzato come squall line tra Lecco e la Brianza, accompagnato da shelf cloud. I due sistemi sono poi andati a fondersi, formando un’unica struttura temporalesca lineare.

Le precipitazioni, inizialmente, sono state costituite esclusivamente da graupel, senza praticamente pioggia a casusa dell’aria molto secca. Il rovesciamento è risultato così intenso che, nella parte meridionale della città, il graupel si è trasformato temporaneamente in neve con temperature di 1–2 °C, mentre a nord, in fase post-frontale stratiforme, ha prevalso la pioggia con circa 5 °C, in netto calo rispetto ai 12 °C registrati in mattinata.

Multicella Milanese 2pm (radar meteotologix)

Squall Line a Nord di Milano 3pm (radar meteotologix)

Nel tardo pomeriggio, i temporali si sono poi spostati verso sud, riuscendo a valicare l’Appennino ligure e dando luogo a un marcato sfondamento, raro con queste configurazioni.

Conclusioni

Se è pur vero che, in un contesto di riscaldamento globale, le anomalie positive tendono a prevalere su quelle negative, non si può escludere la presenza di episodi come questo, talvolta anche più estremi rispetto al passato. Si tratta di fenomeni ormai più rari, ma che, quando si verificano, risultano spesso particolarmente intensi, creando allo stesso tempo disagi e meraviglia tra appassionati e addetti ai lavori.

Vi lascio quindi un paio di foto scattate in nowcasting:

SQUALL LINE A NORD DI MILANO

SQUALL LINE A NORD DI MILANO