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Luglio 2025 old style? Anche no!

Discussioni sul web riguardanti il mese di luglio appena trascorso fanno comprendere quanto sia ancora lunga la strada per riuscire ad insegnare a tanti la differenza tra meteo e clima.

Iniziamo subito a dire che, dal punto di vista meteorologico, il mese appena trascorso abbia decisamente rotto la continuità rispetto al mese di giugno contrassegnato da tempo stabile e anomalmente caldo.

Un mese di luglio per buona parte dell’Italia contrassegnato da tempo instabile e valori termici decisamente contenuti o addirittura al di sotto della media del periodo 1991/2020, frequenti precipitazioni specie al nord e in parte al centro e fine settimana rovinati per molti operatori turistici delle zone indicate.

Partendo da queste incontestabili constatazioni, molti asseriscono di trovarsi di fronte ad un mese di luglio dei vecchi tempi (old style si dice) dati i valori delle temperature visibili nei perturbatori (spaghi) dei modelli e il senso di frescura rigenerante dopo il gran caldo sofferto a giugno.

Comincerò a dirvi che il mese di luglio per gran parte dell’Italia a livello termico a 850 hpa non si è discostato di molto rispetto l’ultima media trentennale (vedi immagine in evidenza) e quindi non particolarmente freddo o fresco ma soprattutto mi preme farvi notare che si sia arrivati a queste condizioni con un mese di luglio non particolarmente stabile, anzi!

anomalie di precipitazioni

Se consideriamo la climatologia di luglio sull’Italia e nel Mediterraneo, possiamo piuttosto tranquillamente affermare che possa trattarsi del mese più stabile dell’anno e pertanto le medie termiche considerate nel trentennio debbano riferirsi per lo più a giornate soleggiate di tempo stabile e non invece alla situazione del mese appena trascorso.

Parlando adesso di clima quindi possiamo forse affermare che il mese di luglio abbia rotto la tradizione di un trend climatico costantemente votato al rialzo termico?

Direi proprio di no, per almeno due ragioni, la prima temporale, la seconda di metodologia di analisi.

Anzitutto l’analisi del clima è data dall’osservazione del comportamento dell’atmosfera in periodi lunghi (le medie termiche ma non solo si riferiscono ad un trentennio) per cui un mese “fresco” o presunto tale è assolutamente irrilevante.

In secondo luogo l’analisi del clima deve tener conto non soltanto di un parametro (quale la temperatura) ma di una serie di aspetti lo accompagnano e che ci possono aiutare se davvero la direzione che pensiamo di aver preso nel nostro ragionamento sia quella corretta.

anomalie della copertura nuvolosa

Se infatti, per rimanere in una media termica determinata (supponiamo la media 91/20) in un mese mediamente stabile, occorre riscontrare anomalìe precipitative di una certa rilevanza, una maggiore invadenza verso sud della corrente a getto con curvatura ciclonica, una anomala copertura media del cielo, ecco che allora qualcosa stride dal momento che la media dovrebbe realizzarsi non con il brutto tempo ma bensì attraverso la condotta media del tempo nel mese di luglio che è appunto stabile.

Dobbiamo invece constatare che il rientro verso valori sopra media determina ormai quasi costantemente la regola in condizioni di tempo stabile a ragione di aspetti che coinvolgono il trend climatico che, a livello locale, viene valutato non solo dalle temperature ma anche dal ricorrente comportamento della circolazione atmosferica in condizioni di stabilità che non appare affatto “old style” nel suo complesso.

analisi della corrente a getto particolarmente invadente