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STASI ATMOSFERICA.

Da ormai due mesi, a parte un paio di episodi rapidi e isolati,  l’andamento circolatorio rimane pressoché stazionario, ed anche nel prossimo periodo sono poche le novità in vista.

Quella in atto infatti è una vera stasi atmosferica, con le figure pressorie ormai incancrenite negli stessi punti, senza evoluzione di sorta. Nello specifico, l’area mediterranea, ma anche gran parte dell’Europa centro meridionale, è interessata dall’anticiclone, che ha ormai radici consolidate, mentre il Vortice Polare, alle alte latitudini, gira furioso su se stesso, con sistemi perturbati che scorrono veloci e la mancanza di ondulazioni tali da portare verso sud qualche fronte perturbato.

Le conseguenze, ormai da giorni, sono sotto gli occhi di tutti. Blandi flussi meridionali, che determinano la formazione di macaia, che di tanto in tanto rinforzano, proprio quando qualche fronte tende a portarsi lievemente verso sud, incrementando così l’apporto umido, e conseguentemente creando i presupposti per occasionali piovaschi. Nelle pianure regna invece uno strato di inversione nei bassi strati, foriero di nebbie fitte per il ristagno d’aria, che si tramuta in inquinamento. Tutto questo perchè non c’è un movimento eolico, o una corrente portante, ma solo flussi orografici figli della stagionalità ed un regime pressorio elevato e semi-stazionario.

Come si può pertanto riscontrare, l’alta pressione non è sempre sinonimo di bel tempo, anzi, nel periodo invernale, con massimi pressori in quota posti a sud, nel cuore del mediterraneo, il tempo rimane grigio. Ne va da se che anche i settori Alpini,, senza apporti precipitativi ed un evidente surplus termico, risultino grigi e brulli, anziché, come il periodo vorrebbe, candidi e bianchi.

In tale situazione diventa difficile anche poter raccontare qualcosa a livello meteorologico, stante la stasi in atto e novità circolatorie che stentano ad arrivare. Sicuramente, da qua a Natale, la situazione sarà pressoché la medesima, con i cieli che si manterranno spesso grigi, apportando poche precipitazioni, in un contesto termico sempre sopra media, specie nei valori minimi, ed in quota.

Tra Natale e capodanno non sembrano esserci particolati spunti o novità, tuttavia cerchiamo di capire quali evoluzioni possano portare ad un cambiamento in tale periodo (o per lo meno, durante le festività), anche se  a livello modellistico solo in alcune emissioni dell’estremo “long term”  vengo a tratti proposte. Da una parte, si paventa la possibilità di un abbassamento del flusso occidentale atlantico, o comunque di qualche sparuta ondulazione del getto, tale da apportare un peggioramento più organizzato, seguito magari da aria più fresca. Dall’altra, la possibilità di un maggiore blocco dell’alta pressione sui settori occidentali, con risalita anticiclonica verso nord, e “risposta” di aria più fredda in discesa verso sud, diretta forse maggiormente verso i Balcani e non intenta ad interessarci  direttamente.  In quest’ultima ipotesi, pur rimanendo in un contesto secco e a gradiente anticiclonico, si avrebbe un ricircolo dell’aria, anche se non propriamente fredda al suolo sui nostri settori, ma sicuramente più fresca accompagnata da correnti settentrionali, e pertanto con cielo più pulito da nubi. Mentre nella prima ipotesi, eventuali affondi occidentali, pur da valutare per eventuali interessamenti diretti,  porterebbero comunque beneficiare il movimento generale atmosferico, dando pertanto uno scossone in prospettiva della seconda parte invernale.

Tuttavia, qualsiasi sia l’andamento che intraprenderà la natura, ci auguriamo in un modo o nell’altro che si possa avere un ricircolo d’aria, almeno tale da spazzare via il ristagno di inquinamento che si è venuto a creare da questa situazione instaurata ormai da tempo.