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SE QUESTA È ESTATE

2 Luglio 2019   20:08   Daniele Gallo   Focus




Il mese di giugno è terminato da pochi giorni lasciandoci, però, una profonda eredità: la grande, grandissima quantità di calore in eccesso. Per i dati ufficiali occorrerà attendere qualche giorno, ma di certo non ci vuole uno scienziato per capire che quello appena passato è stato un mese molto sopra le righe, durante il quale sono stati battuti diversi record di caldo nella nostra regione, e in misura ancora maggiore in diverse aree del nord Italia. Probabilmente la temperatura media, qui dalle nostre parti, si attesterà tra i 2 e i 3 gradi sopra la media (a seconda della località), valori davvero esorbitanti. Molto probabilmente l'ultima settimana del mese passerà alla storia e verrà ricordata, ahimè, per molti anni, non solo nel nostro Paese ma anche in altre nazioni come la Francia, la Germania, l'Austria ecc..

Ma cosa è accaduto? Come mai si è registrata questa forte ondata di calore? In nostro soccorso può venirci l'immagine allegata, che rappresenta l'anomalia di altezza di geopotenziale a 500 hPa (media troposfera) su scala europea rispetto al trentennio di riferimento (1981-2010) sviluppatasi proprio nel mese scorso. Sono lampanti due cose: la prima, ad ovest, quella forte anomalia negativa avente massimi sull'Atlantico orientale) e la seconda, più ad est, quella forte anomalia positiva sull'Italia e l'Europa centro-orientale. In soldoni la mappa evidenzia come il trend mensile sia stato caratterizzato prevalentemente da profondi sistemi depressionari che hanno interessato senza sosta la Gran Bretagna e le zone a nord-ovest della Penisola Iberica, e di conseguenza forti promontori nord-africani in quota hanno raggiunto gran parte dell'Europa. La massima espressione di tale scenario sinottico è stata proprio l'ultima settimana di giugno, quando una depressione in quota, isolatasi al largo del Portogallo, ha richiamato aria decisamente calda di estrazione sub-tropicale su gran parte dell'Europa.

Nel mese di luglio, quasi a voler lasciarsi alle spalle giugno, sembra che le cose possano andare in maniera diversa, almeno nella sua prima metà. Nello scacchiere barico pare inizino a muoversi interessanti pedine a favore di una ritrovata dinamicità: i centri di bassa pressione si sposteranno gradualmente verso la Scandinavia e la Russia europea, laddove invece il mese scorso abbiamo osservato l'anomalia di segno opposto. Una nuova saccatura, nel frattempo, andrà nuovamente ad isolarsi nei prossimi giorni al largo delle coste del Portogallo. Stavolta, però, verrà probabilmente "agganciata" dalla rediviva corrente a getto, facendola transitare successivamente anche nel bacino del Mediterraneo. A beneficiarne di questa situazione sarà per primo il nostro appennino, che tornerà teatro dei temporali pomeridiani e, in seconda battuta, anche la costa ligure, dove non si escludono fenomeni temporaleschi ad inizio settimana prossima.

Ci tengo comunque a precisare che, qualora questa tendenza dovesse essere confermata anche nei prossimi giorni durante la fase previsionale, l'estate continuerà il suo corso, e continuerà a far caldo, soprattutto di giorno: solo in maniera meno eccessiva e più in linea con le medie del periodo.




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